“Dolcetto o Terremoto?” Il social media epic fail del ristorante vegano

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Questa locandina di un ristorante vegano di Brindisi,  da qualche ora sta scatenando sulla pagina Facebook del locale tanta indignazione. Il messaggio dell’azienda (piuttosto criptico direi) -spiegano tra i commenti i gestori- era quello di devolvere il ricavato della cena di Halloween del 31 ottobre in dolcetti ai bambini delle Marche.

Iniziativa lodevole ma comunicata -a mio modesto parere- malissimo. Infatti non si contano gli insulti che stanno ricevendo e non si contano nemmeno le risposte che il Social Media Manager della pagina sta dando a tutti gli utenti prendendoli per “leoni da tastiera”, deficienti che non capiscono un ca**o e robe simili.

Ora, dico io, se stai scatenando tutto questo putiferio, non ti passa minimante per la testa che forse, dico forse, hai sbagliato qualcosa? Se tutti -ma proprio tutti- ti danno contro, ci sarà un motivo? E allora perchè insistere ad avere ragione comunque?

Tu sei quello intelligente e tutti gli altri sono fessi? Perchè lo stile di comunicazione che adotti è alternativo e “non come gli altri“? E poi -cosa più importante- perchè rispondere “se non hai capito il post basta chiedere” e quando qualcuno Continua a leggere

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Il Papa sbarca su Twitter ed è subito “#faiunadomandaalpapa”

Schermata 12-2456265 alle 23.09.38Il Papa sbarca su Twitter, questa è la notizia del giorno e questa è la mossa mediatica di Sua Santità (forse per far avvicinare i giovani alla chiesa?). Ma, si sa, in quel posto di libertà e democrazia che è la rete, una personalità così di spicco rischia di diventare oggetto di scherno e ironia all’ennesima potenza.

E così il profilo di Benedetto XVI@Pontifexoltre a raggiungere quota 242.122 e oltre follower in pochissime ore (che tendono sempre più a crescere di ora in ora), si è reso protagonista dell’hashtag #faiunadomandaalpapa e tra le domande più o meno serie e più o meno blasfeme  poste a Joseph Ratzinger Continua a leggere

L’ #iPhone 5 e il qualunquismo

Per la serie “frasi qualunquistiche sui social network” al primo posto c’è:

“Mentre in Italia si fa la fila per l’iPhone a Madrid, in Spagna, si scende in piazza a protestare per una nuova politica”.

 

Giova ricordare un po’ a tutti che le file per comprare un iPhone appena uscito le fanno in tutto il mondo ed è un’usanza che è stata, vogliamo dire “importata”? da altri paesi (l’America fra tutti), non è di certo nata qui questa moda.

Poi, si puo’ condividere o meno il fatto di fare una fila solamente per arrivare primi ad avere un iPhone di nuova generazione (io ad esempio non la condivido questa usanza) ma da qui a fare la morale ce ne passa.

Invece di scriverlo solamente, scendeteci in piazza a protestare e non rompete le palle!

E poi, dove sta scritto che una cosa debba per forza escludere l’altra?

No no, in Spagna non le fanno le code per l’ #iPhone5, guardate qui