“Dolcetto o Terremoto?” Il social media epic fail del ristorante vegano

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Questa locandina di un ristorante vegano di Brindisi,  da qualche ora sta scatenando sulla pagina Facebook del locale tanta indignazione. Il messaggio dell’azienda (piuttosto criptico direi) -spiegano tra i commenti i gestori- era quello di devolvere il ricavato della cena di Halloween del 31 ottobre in dolcetti ai bambini delle Marche.

Iniziativa lodevole ma comunicata -a mio modesto parere- malissimo. Infatti non si contano gli insulti che stanno ricevendo e non si contano nemmeno le risposte che il Social Media Manager della pagina sta dando a tutti gli utenti prendendoli per “leoni da tastiera”, deficienti che non capiscono un ca**o e robe simili.

Ora, dico io, se stai scatenando tutto questo putiferio, non ti passa minimante per la testa che forse, dico forse, hai sbagliato qualcosa? Se tutti -ma proprio tutti- ti danno contro, ci sarà un motivo? E allora perchè insistere ad avere ragione comunque?

Tu sei quello intelligente e tutti gli altri sono fessi? Perchè lo stile di comunicazione che adotti è alternativo e “non come gli altri“? E poi -cosa più importante- perchè rispondere “se non hai capito il post basta chiedere” e quando qualcuno Continua a leggere

#RIPRobinWilliams. Quando Facebook diventa Necrobook

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Ogni volta che muore un Vip Facebook si trasforma in Necrobook. Pianti virtuali, frasi ad effetto, gente che scopre dell’esistenza di quella persona solo nel momento della sua dipartita da questa terra e ne piange la morte manco fosse un fratello o una sorella. Per non parlare poi della frase predefinita: “…adesso insegna agli angeli a…“.

Martedì é morto suicida l’attore Robin Wiliams, una morte che ha colpito in molti. Sono stato tra i primi a condividere un video sul mio profilo per ricordarlo, solitamente non lo faccio mai -al massimo sulla morte dei vip ci scommetto con i miei amici: un modo per esorcizzare- e sono dell’idea che ognuno si piange i morti che vuole anche se farlo su FB la trovo davvero un’assurdità specie se non si tratta di gente famosa ma di parenti o amici (su quello ci sarebbe da scrivere un post a parte) ma essendo Williams uno dei miei attori preferiti ho voluto ricordarlo.

Dunque ora, io capisco il ricordo a Robin Williams, le foto e tutto. Ma sono passati anche tre giorni e il mio news feed di Facebook é pieno di necrologi. Che dite se la finiamo un po’ di postare sta roba? O dovete tenere il tradizionale lutto dei nove giorni?
Vi chiedo anche: ma quando morirà Jessica Rizzo o Rocco Siffredi che foto o video pubblicherete? Quali citazioni alte?

Quello si che sarà per voi cultori del lutto da Social network un bel problema. Per non parlare della foto con frase “adesso insegna agli angeli a…”. É risaputo che gli angeli sono asessuati.

L’ #iPhone 5 e il qualunquismo

Per la serie “frasi qualunquistiche sui social network” al primo posto c’è:

“Mentre in Italia si fa la fila per l’iPhone a Madrid, in Spagna, si scende in piazza a protestare per una nuova politica”.

 

Giova ricordare un po’ a tutti che le file per comprare un iPhone appena uscito le fanno in tutto il mondo ed è un’usanza che è stata, vogliamo dire “importata”? da altri paesi (l’America fra tutti), non è di certo nata qui questa moda.

Poi, si puo’ condividere o meno il fatto di fare una fila solamente per arrivare primi ad avere un iPhone di nuova generazione (io ad esempio non la condivido questa usanza) ma da qui a fare la morale ce ne passa.

Invece di scriverlo solamente, scendeteci in piazza a protestare e non rompete le palle!

E poi, dove sta scritto che una cosa debba per forza escludere l’altra?

No no, in Spagna non le fanno le code per l’ #iPhone5, guardate qui

Ma “Svegliatevi” de che?

Posso scriverlo? Lo scrivo.Magari mi prenderò le antipatie di qualcuno, ma me ne farò una ragione. In questi giorni gira sulle bacheche facebook una sorta di “status copia/incolla” che serve a fare il passaparola sul social network. Questo “status” recita pressapoco così:

UNA MAMMA PIANGE IL SUO BAMBINO, MESSINA É IN GINOCCHIO, MA NESSUNO SE NE CURA. MA PARLIAMO DI COSE SERIE: SCEGLI CHI ELIMINARE DAL GRANDE FRATELLO E SCOPRI CHI È L’OSPITE DELLA SETTIMANA DI COLORADO!! BARBARA D’URSO INTERVISTA UN GAY IN TV, CHE CAZZO CI IMPORTA DEL RESTO?
OOOOH, UN BAMBINO É MORTO, MESSINA È DISTRUTTA, LA COSTA JONICA È IMPRATICABILE!!! SIAMO ESSERI UMANI ANCHE NOI DEL SUD, NON SIAMO SOLO CAMERIERI DELLE VOSTRE VACANZE ESTIVE! MENTRE VOI PARLATE DEL VESTITO NUOVO DI LADY GAGA E DEL CULO DI PIPPA MIDDLETON, A MESSINA C’É UNA MAMMA CHE TIENE IN BRACCIO UN BIMBO DI 10 ANNI CHE DORMIRÀ PER SEMPRE IN UNA PICCOLA BARA BIANCA… SVEGLIATEVI GENTE! COPIATE E INCOLLATE….

Ecco, trovo questo messaggio di un qualunquismo di bassissimo livello.

Non riesco proprio a relazionare l’alluvione dei giorni scorsi di Messina e il fatto di guardare la D’Urso, il GF, Colorado: perchè  l’una  deve per forza escludere l’altra?

Io per primo su facebook mi sono lamentato della mancanza di attenzione da parte della stampa e dei ‘due pesi e due misure’ utilizzati per i casi di  Saponara e Genova (capirai poi, orgoglio siciliano…). Ma non vedo per quale assurdo motivo una persona che guarda Colorado o Pomeriggio 5 (e non mi sento chiamato in causa eh, sono due programmi che non seguo mai) non possa allo stesso tempo rivolgere un pensiero ad una tragedia, seppur evitabile, ma comunque NATURALE.

Odio qualsiasi forma di qualunquismo e populismo. Come quelli che si credono colti solo perchè seguono i programmi di Santoro e Travaglio e non il Grande Fratello ad esempio, o quegli altri che, quando muore un personaggio famoso ti puntano il dito contro perchè non piangi anche tutte le persone sconosciute che muoiono ogni giorno….ma dico ognuno sarà libero di piangere i morti che gli pare?

A me dispiace  ciò che è successo a Messina cosi come a Genova, ma davvero non riesco a capire cosa cambia se non parlo più del culo di Pippa Middleton  o se smetto di seguire la D’Urso in tv (beh con quello magari ce la togliamo dalle palle)

“Svegliatevi”….ma svegliatevi de che???