“Dolcetto o Terremoto?” Il social media epic fail del ristorante vegano

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Questa locandina di un ristorante vegano di Brindisi,  da qualche ora sta scatenando sulla pagina Facebook del locale tanta indignazione. Il messaggio dell’azienda (piuttosto criptico direi) -spiegano tra i commenti i gestori- era quello di devolvere il ricavato della cena di Halloween del 31 ottobre in dolcetti ai bambini delle Marche.

Iniziativa lodevole ma comunicata -a mio modesto parere- malissimo. Infatti non si contano gli insulti che stanno ricevendo e non si contano nemmeno le risposte che il Social Media Manager della pagina sta dando a tutti gli utenti prendendoli per “leoni da tastiera”, deficienti che non capiscono un ca**o e robe simili.

Ora, dico io, se stai scatenando tutto questo putiferio, non ti passa minimante per la testa che forse, dico forse, hai sbagliato qualcosa? Se tutti -ma proprio tutti- ti danno contro, ci sarà un motivo? E allora perchè insistere ad avere ragione comunque?

Tu sei quello intelligente e tutti gli altri sono fessi? Perchè lo stile di comunicazione che adotti è alternativo e “non come gli altri“? E poi -cosa più importante- perchè rispondere “se non hai capito il post basta chiedere” e quando qualcuno Continua a leggere

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La caduta di Silvio – #Berlusconi inciampa e cade dal palco (VIDEO)

(ANSA) – Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, è inciampato e caduto al termine di un comizio elettorale che ha tenuto al Teatro della Gioventù di Genova a sostegno del candidato alla presidenza della Regione Liguria, Giovanni Toti. Berlusconi è stato subito aiutato da personale della sicurezza e simpatizzanti di Fi. Poi ha preso il predellino che ha causato la caduta e ha detto: questa è la sinistra”. Poi è uscito dal Teatro senza problemi.

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#RIPRobinWilliams. Quando Facebook diventa Necrobook

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Ogni volta che muore un Vip Facebook si trasforma in Necrobook. Pianti virtuali, frasi ad effetto, gente che scopre dell’esistenza di quella persona solo nel momento della sua dipartita da questa terra e ne piange la morte manco fosse un fratello o una sorella. Per non parlare poi della frase predefinita: “…adesso insegna agli angeli a…“.

Martedì é morto suicida l’attore Robin Wiliams, una morte che ha colpito in molti. Sono stato tra i primi a condividere un video sul mio profilo per ricordarlo, solitamente non lo faccio mai -al massimo sulla morte dei vip ci scommetto con i miei amici: un modo per esorcizzare- e sono dell’idea che ognuno si piange i morti che vuole anche se farlo su FB la trovo davvero un’assurdità specie se non si tratta di gente famosa ma di parenti o amici (su quello ci sarebbe da scrivere un post a parte) ma essendo Williams uno dei miei attori preferiti ho voluto ricordarlo.

Dunque ora, io capisco il ricordo a Robin Williams, le foto e tutto. Ma sono passati anche tre giorni e il mio news feed di Facebook é pieno di necrologi. Che dite se la finiamo un po’ di postare sta roba? O dovete tenere il tradizionale lutto dei nove giorni?
Vi chiedo anche: ma quando morirà Jessica Rizzo o Rocco Siffredi che foto o video pubblicherete? Quali citazioni alte?

Quello si che sarà per voi cultori del lutto da Social network un bel problema. Per non parlare della foto con frase “adesso insegna agli angeli a…”. É risaputo che gli angeli sono asessuati.

Pupetta-Il coraggio e la passione, buoni gli ascolti ma il popolo di Twitter stronca la fiction

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“Parlatene bene, parlatene male purchè se ne parli” diceva pressapoco cosi una massima di Oscar Wilde e per la fiction “Pupetta, il coraggio e la passione“, in onda ieri sera su Canale 5, così è stato.

Negli ultimi anni, l’attività “agonistica” preferita da tutti i social addicted, e di Twitter in particolare, è diventata quella di “commentatore spietato del piccolo schermo“: in soli 140 caratteri il popolo della rete si scatena pro o contro un determinato programma tv. Per quanto riguarda la fiction Ares interpretata da Manuela Arcuri con la regia di Luciano Odorizio, come ampiamente previsto, le reazioni dei “twittaroli” hanno bocciato sia l’interpretazione della Arcuri che la storia in sé della fiction. Non è mai stato un segreto, infatti, che i prodotti dove recitano i vari Garko e Arcuri siano di bassa qualità recitativa, vengono puntualmente distrutti dalla critica ma poi premiati dal pubblico in termini di ascolto.

Su Twitter, non ci sono sconti per nessuno e fin dai primi minuti di messa in onda, l’hashtag #Pupetta è rimbalzato in vetta ai twitter trend, superando di gran lunga quelli dedicati a Made in Sud e al confronto Alemanno-Marino su Skytg 24. “Con tutto il rispetto per le cernie, ma la #Arcuri è ancora meno espressiva. #Pupetta” scrive @MarcoFoschi, “#pupetta. Cioè. Sara Tommasi nel suo primo film porno era più espressiva dell’Arcuri.” ribatte @MattiaStudioem3, “#pupetta La @arcurimanuela non era adatta. Incapace nella dizione Napoletana, anzi incapace nella dizione, anzi incapace” twitta @nonnoNapoletano, sono solo alcune delle reazioni ai primi minuti della fiction in onda. Altri la paragonano alle famose parodie delle telenovelas brasiliane del trio Lopez-Marchesini-Solenghi. Ma tra i tanti commenti sarcastici spuntano anche quelli delle “tweet-star” come Selvaggia Lucarelli che cinguetta: “Il coraggio e la passione. Il coraggio del regista nel dare il ruolo di Pupetta alla Arcuri e la passione degli italiani per ‘ste oscenità.“, molti sono anche i “tweet polemici” per aver romanzato la storia di una donna che nella realtà era una criminale, sempre la Lucarelli in proposito ricorda che “Pupetta Maresca era una camorrista. Assassina. Usuraia. Delinquente. Quindi il coraggio e la passione di ‘sta cippa.

Ma le reazioni continuano anche il giorno dopo la messa in onda, cioè oggi: “Ieri sera ho visto un pezzo di Pupetta e stamani mi sono svegliato pensando fosse stato un incubo. Invece era tutto vero” twitta Fabio Canino. Gli ascolti hanno di gran lunga superato le aspettative, complice anche la debole concorrenza, i quasi 5 milioni di telespettatori hanno lasciato l’amaro in bocca ai vari detrattori: “@DiegoMaina: Un mondo in cui Pupetta vince la serata non è un bel mondo.Vi meritate la pubblicità del libro di Marra con l’Arcuri a palla fino alla morte; “@marinicolosi88: Vi meritate Pupetta. Con quell’acconciatura lì proprio, a vita”. Insomma, alla fine una cosa l’abbiamo capita: in molti dicono di non guardare questo genere di tv ma puntualmente, poi, tutti ne parlano. E a Mediaset questo basta e avanza.

Storia di un voto negato, #iovotolostesso

iovotolostesso-valenciaQuesta è la storia di Silvia, Cristina e Francesco. Ma anche la storia di Massimiliano e Salvatore.

Silvia è una studentessa fuorisede, vive a Roma, paga le tasse, l’affitto e con lavori saltuari riesce ad ammortizzare le spese e venire incontro alla sua famiglia che la mantiene.

Cristina è anch’essa una studentessa ma di quelle che decidono di partire in Erasmus e fare sei mesi di esperienza all’estero per imparare una nuova lingua.

Francesco invece è un ragazzo del sud Italia trapiantato al nord per lavoro, ma essendo un precario non ha certezze sul suo futuro.

E poi ci sono Massimiliano e Salvatore due marinai – o meglio- due Marò del Reggimento San Marco (uno dei reparti speciali del Comando subacquei e incursori dell’Esercito italiano), che accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati durante una delle loro missioni, vengono “presi in custodia” dalle autorità locali in India.

Cos’avranno in comune, direte voi, Silvia Cristina e Francesco con Massimiliano e Salvatore?

Ben poco, a dire il vero ma una delle poche cose che li accomuna è il fatto di essere tutti cittadini italiani che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) godere degli stessi diritti in egual misura.

E invece accade che lo scorso 24 e 25 febbraio in occasione delle (mai come quest’anno), importanti elezioni Politiche Continua a leggere

La frase della settimana – “… ma una pragmatica sensazione di aver rotto il cazzo?”[Video]

Schermata 2012-12-09 alle 23.26.32“E’ tornato Berlu… pensavamo fosse a dimagrire in Kenya …incazzato con Passera perchè con tutto il garbo del mondo ha detto che probabilmente non sarebbe un bene il suo ritorno in politica, una cosa che avrebbero detto in tanti…la Merkel,Obama…persino AlQuaeda
Lui è fatto così, non ce la fa quando vede che il Paese si sta ripredendo lui deve intervenire, è più forte di lui.
Ha visto che è tornato l’Imu, si è abbbassato lo spread, 4% di entrate fiscali, la galera per i detenuti, ha detto: minchia cosa sta succcedendo? Devo assolutamente intervenire per salvare questo Paese, finisce che l’Italia diventa un Paese normale.
Posso dire una cosa?
Ma lo capite che non ne possiamo più? Che ci siamo rotti le balle? Che tutte le volte che li vediamo in televisione ci si chiude lo stomaco e si allargano le vie di smaltimento?!
Non è antipolitica noi non ce l’abbiamo con la politica, la politica è una cosa bella ce l’abbiamo con voi che vi fate i fatti vostri sulla pelle nostra, scusami è, ma noi ci siamo fatti un mazzo così.
Una volta accettavamo le vostre cazzate che andavate in Parlamento mangiavate la mortadella, poi facevate finta che Ruby era la nipote di Mubarak, ci siamo messi anche a ridere.
Adesso basta, no?
E basta si e ci siamo fatti un mazzo così adessso, abbiamo tirato la cinghia, Monti ci ha messo tutte ste suposte una per una come le cartucce della cerbottana, adesso torna Berlu e sale lo spread.

”Io non dico sentire pudore perchè è un sentimento antico, ma una pragmatica sensazione di aver rotto il cazzo no?”(…)

Luciana Littizzetto

(Che Tempo Che Fa- Rai 3)

Il Papa sbarca su Twitter ed è subito “#faiunadomandaalpapa”

Schermata 12-2456265 alle 23.09.38Il Papa sbarca su Twitter, questa è la notizia del giorno e questa è la mossa mediatica di Sua Santità (forse per far avvicinare i giovani alla chiesa?). Ma, si sa, in quel posto di libertà e democrazia che è la rete, una personalità così di spicco rischia di diventare oggetto di scherno e ironia all’ennesima potenza.

E così il profilo di Benedetto XVI@Pontifexoltre a raggiungere quota 242.122 e oltre follower in pochissime ore (che tendono sempre più a crescere di ora in ora), si è reso protagonista dell’hashtag #faiunadomandaalpapa e tra le domande più o meno serie e più o meno blasfeme  poste a Joseph Ratzinger Continua a leggere